Nel 2024, il fatturato del factoring in Italia ha raggiunto i 289 miliardi di euro (circa il 13% del PIL), confermando il suo ruolo di quarto mercato piĂč grande d'Europa e di motore chiave della liquiditĂ per le imprese.
Panoramica
Nel 2024, il settore italiano del factoring e del confirming ha registrato un anno di crescita dei volumi in un contesto di inasprimento monetario. Il fatturato totale si Ăš avvicinato a 289 miliardi di euro (+1% su base annua), pari a circa il 13% del PIL nazionale, una forte crescita, ma inferiore al suo potenziale di circa 378 miliardi di euro se la penetrazione eguagliasse la quota del 17% del PIL della Spagna. Il nostro rapporto sul divario di finanziamento mostra che il fabbisogno finanziario delle imprese italiane Ăš aumentato di circa il 12%, mentre la disponibilitĂ di prestiti bancari Ăš diminuita di circa il 9%, ampliando il divario di finanziamento rispetto al nostro precedente rapporto (vedi il nostro rapporto sul divario di finanziamento). Nonostante il contesto creditizio piĂč rigido che ha spinto alcune imprese a cercare finanziamenti alternativi, il settore del factoring ha dimostrato una resilienza rispetto ad altri strumenti di finanziamento a breve termine, mantenendo la sua elevata penetrazione nel finanziamento delle imprese durante questo periodo di condizioni monetarie piĂč restrittive.
Nel 2024, il fatturato del factoring in Italia ha raggiunto i 289 miliardi di euro. A titolo di riferimento, il fatturato totale del factoring e della finanza commerciale in Europa (UE + Regno Unito) si Ăš attestato intorno ai 2.050 miliardi di euro, mentre il volume combinato del factoring e del confirming in Spagna Ăš stato di 266,7 miliardi di euro, pari al 16,7% del suo PIL. CiĂČ evidenzia che l’Italia Ăš leader rispetto alla Spagna in termini di dimensioni assolute del mercato, mentre la Spagna mostra una maggiore penetrazione relativa del prodotto rispetto al PIL (vedi qui il nostro rapporto sulla Spagna).
Il factoring rimane strategicamente importante per l’economia italiana, fornendo un sostegno essenziale alla liquiditĂ delle imprese. Gli anticipi di factoring rappresentano oggi oltre il 40% di tutti i prestiti aziendali a breve termine alle imprese in Italia1. Questa quota Ăš piĂč che raddoppiata nell’ultimo decennio, nel periodo 2016-2024, il fatturato del factoring in Italia ha registrato un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 4,1%, passando da 209 miliardi di euro a 289 miliardi di euro (circa 1,4 volte la crescita). Tuttavia, lo slancio della crescita Ăš rallentato negli ultimi anni, con un fatturato 2024 sostanzialmente piatto (â0,3% su base annua) rispetto al 2023.
Fonte: Dati FCI e EUF, Assifact
L’Italia Ăš saldamente affermata come il quarto mercato piĂč grande d’Europa (dopo Francia, Germania e Regno Unito), evidenziandone le dimensioni. In particolare, la rilevanza del PIL del mercato italiano (circa il 13%) si colloca tra i mercati a maggiore penetrazione come la Spagna (circa il 17%) e quelli a minore penetrazione come la Germania (circa il 9%), illustrando i legami macrofinanziari del Paese: Questo posizionamento relativo Ăš coerente con il nostro Rapporto sul divario di finanziamento, che evidenzia come l’Italia stia sperimentando un aumento del fabbisogno di finanziamento a fronte di una diminuzione della disponibilitĂ di prestiti bancari, ampliando cosĂŹ il suo divario di finanziamento. Al contrario, la vulnerabilitĂ della Spagna si Ăš attenuata grazie alla diminuzione sia del fabbisogno che della disponibilitĂ , mentre la Germania e la Francia hanno mostrato dinamiche piĂč stabili con il fabbisogno di finanziamento e la disponibilitĂ che si muovono in un allineamento piĂč stretto e senza le forti oscillazioni osservate altrove. In Germania, ciĂČ riflette la liquiditĂ tradizionalmente elevata del suo settore aziendale e una maggiore intermediazione bancaria, che riducono la dipendenza dal factoring come strumento di liquiditĂ e contribuiscono a spiegare il suo tasso di penetrazione relativamente basso. Anche la Francia beneficia di condizioni di finanziamento equilibrate, sostenendo una traiettoria piĂč stabile dei volumi di factoring. Queste divergenze contribuiscono a spiegare i diversi livelli di penetrazione del factoring nei vari mercati.
Fonte: Rapporto Assifact 2024
Punti salienti dell’attivitĂ
Nel 2024, il mercato italiano del factoring e del confirming ha dimostrato una resiliente espansione nonostante le condizioni di finanziamento piĂč restrittive e il rallentamento della crescita del PIL.
Fonte: Rapporto Assifact 2024
La crescita Ăš stata trainata principalmente dal factoring pro soluto, che ha raggiunto i 232,7 miliardi di euro (+3,1% su base annua), evidenziando la preferenza dell’Italia per le soluzioni di trasferimento del rischio. Il factoring pro solvendo si Ăš marginalmente attenuato, evidenziando il graduale spostamento strutturale dai modelli di conservazione del rischio o generando la domanda se le aziende italiane potrebbero raggiungere la loro capacitĂ di leva finanziaria con le istituzioni finanziarie. Il fatturato della finanza della catena di fornitura, tramite programmi di reverse factoring o confirming, Ăš ammontato a 28,0 miliardi di euro (+0,9% su base annua). All’interno di questo, i programmi di confirming hanno raggiunto i 4,2 miliardi di euro (+6,2% su base annua). Questa costante espansione riflette la crescente istituzionalizzazione della finanza della catena di fornitura in Italia, in particolare tra le grandi aziende che cercano di ottimizzare i termini di pagamento dei fornitori, fornendo al contempo alle PMI una liquiditĂ affidabile.
Da un punto di vista geografico, il mercato rimane prevalentemente nazionale, poichĂ© l’economia italiana detiene un’ampia quantitĂ di investitori locali che si avvicinano al debito privato tramite gestori di attivitĂ alternative e cartolarizzazioni tramite veicoli di investimento regolamentati, con 215,8 miliardi di euro di crediti italiani. L’attivitĂ internazionale Ăš aumentata a un ritmo piĂč sostenuto, anche se da una base piĂč piccola, aumentando del 13,8% su base annua a 72,8 miliardi di euro, sostenuta dall’integrazione commerciale dell’UE e dalla necessitĂ degli esportatori italiani di linee di finanziamento diversificate.
Alla fine del 2024, le esposizioni in essere hanno raggiunto i 70,07 miliardi di euro (+0,5% su base annua). La qualitĂ degli attivi Ăš rimasta resiliente, con una probabilitĂ di default intorno all’1,8%, una copertura assicurativa che si estende fino al 90% del valore nominale dei crediti. Una caratteristica unicamente italiana Ăš l’ampia quota di crediti del settore pubblico, oltre il 30% dei portafogli in essere, che consolida la stabilitĂ del mercato anche in caso di un potenziale aumento dei default.
Riepilogo dell’attivitĂ del 2024:
- Fatturato totale: 288,6 miliardi di euro (+1,0% su base annua)
â Fatturato nazionale: 215,8 miliardi di euro
â Fatturato internazionale: 72,8 miliardi di euro (+13,8%) - Quota del PIL: 13,16%
- Ripartizione del factoring:
â Factoring non-recourse (Pro Soluto): 232,7 miliardi di euro (+3,1%)
â Factoring recourse (Pro Solvendo): 55,8 miliardi di euro (â5,1%) - Finanza della catena di fornitura (SCF totale): 28,0 miliardi di euro (+0,9%)
â Confirming (all’interno di SCF): 4,16 miliardi di euro (+6,2%)
Struttura del mercato e segmenti chiave
Il settore italiano del factoring e del confirming Ăš caratterizzato da un mix di prodotti maturo e diversificato, che riflette sia le prioritĂ di tesoreria aziendale sia la profonditĂ istituzionale dei suoi fornitori. La caratteristica distintiva del mercato Ăš la sua dominanza del factoring non-recourse, che rappresenta 232,7 miliardi di euro, ovvero l’81% del fatturato nel 2024. CiĂČ sottolinea la preferenza delle aziende italiane per le soluzioni di trasferimento del rischio che rimuovono i crediti dai bilanci e stabilizzano le metriche del capitale circolante.
Al contrario, il factoring recourse Ăš costantemente sceso a 55,8 miliardi di euro (19% del fatturato), continuando il suo declino a lungo termine, poichĂ© le aziende riducono la tolleranza per il rischio di credito mantenuto. CiĂČ Ăš rilevante perchĂ© le strutture recourse lasciano i crediti, e il loro rischio, nei bilanci aziendali, limitando l’ottimizzazione della leva finanziaria. Passando al factoring non-recourse e alle soluzioni assicurate, le aziende possono migliorare la capacitĂ di leva finanziaria con le istituzioni finanziarie, generando al contempo liquiditĂ incrementale vendendo le fatture come attivitĂ finanziarie.
Il confirming ha consolidato il suo ruolo di secondo motore di crescita del mercato, con il maturity factoring che ha raggiunto i 55,8 miliardi di euro nel 2024 (+8,8% su base annua), rafforzando il suo ruolo all’interno del mix di prodotti. Questa crescita riflette una duplice dinamica: le grandi aziende sfruttano il confirming per estendere e ottimizzare i termini di pagamento e le PMI si assicurano un accesso prevedibile alla liquiditĂ attraverso pagamenti accelerati ai fornitori. La sua continua espansione colloca l’Italia tra i mercati di finanza della catena di fornitura piĂč avanzati in Europa.
Secondo l’Associazione Italiana del Factoring, questo segmento fornisce scala e relativa anticiclicitĂ . I crediti del settore pubblico rappresentano oltre il 30% delle esposizioni in essere e sono rimasti sostanzialmente stabili su base annua, anche se la domanda del settore privato si Ăš attenuata, dato che la domanda del settore pubblico spesso compensa la contrazione ciclica delle aziende. Tuttavia, condiziona anche la performance del mercato alla disciplina dei pagamenti pubblici, creando una dipendenza strutturale di cui gli investitori devono tenere conto nella valutazione e nella determinazione dei prezzi del rischio.
Esposizione settoriale e profilo del cliente
Il mercato italiano del factoring dimostra un’ampia portata settoriale con chiare aree di concentrazione. Il settore manifatturiero rimane il segmento piĂč grande, rappresentando circa un terzo del fatturato del factoring, ben al di sopra della sua quota del 15% del PIL nazionale, riflettendo la base industriale orientata all’esportazione dell’Italia e la necessitĂ di stabilizzare i flussi di cassa in catene di fornitura complesse. Il commercio all’ingrosso e al dettaglio, insieme ai trasporti e alla logistica, rappresentano circa un quarto dei volumi di factoring, sostanzialmente in linea con il loro contributo del 20% al PIL, sottolineando il ruolo dei programmi di confirming nell’ottimizzazione delle reti di fornitori. Al contrario, i servizi rappresentano solo il 20-25% del factoring, significativamente sottopesati rispetto alla loro quota del 50% del PIL, evidenziando la particolare importanza del factoring nel colmare le lacune di liquiditĂ nei settori ad alta intensitĂ commerciale piuttosto che nell’economia dei servizi piĂč ampia.
La base clienti riflette una duplice composizione:
- Le grandi aziende dominano il fatturato, soprattutto tramite programmi di confirming, sfruttando la scala per estendere i termini di pagamento e gestire le reti di fornitori.
- Le PMI rappresentano la maggioranza dei clienti per numero, utilizzando sempre piĂč il factoring come sostituto del credito bancario limitato. La loro adozione evidenzia il ruolo del factoring come strumento di inclusione finanziaria, sostenendo la liquiditĂ nel frammentato panorama imprenditoriale italiano.
Questa dualitĂ sottolinea l’importanza sistemica del factoring, fondamentale per la tesoreria aziendale e un canale di liquiditĂ per le PMI.
ESG e sviluppi strategici
Strategicamente, il mercato italiano del factoring si sta evolvendo lungo tre dimensioni principali.
- In primo luogo, la digitalizzazione sta accelerando rapidamente, con oltre 40 operatori specializzati nel factoring e banche che investono pesantemente in piattaforme per l’onboarding automatizzato, il monitoraggio del credito e l’elaborazione delle fatture; ciĂČ Ăš rafforzato da iniziative sostenute dall’UE come il programma Europa digitale, che sovvenziona l’adozione di tecnologie da parte delle PMI.
- In secondo luogo, l’integrazione con la finanza della catena di fornitura si Ăš approfondita, con i volumi di confirming che rappresentano ora oltre un terzo del fatturato totale, consentendo alle grandi aziende di estendere la liquiditĂ alle reti di fornitori, migliorando al contempo l’accesso delle PMI a un flusso di cassa prevedibile.
- Infine, la disciplina della gestione del rischio rimane solida, nonostante i tassi di interesse piĂč elevati, la qualitĂ degli attivi Ăš stabile, con una probabilitĂ di default intorno all’1,8% e fino al 90% dei crediti assicurati. Questa resilienza Ăš sostenuta dall’elevata penetrazione del factoring non-recourse in Italia e da programmi nazionali allineati alla tassonomia UE e al Green Deal, che incoraggiano pratiche di credito sostenibili e finanziamenti di crediti conformi ai criteri ESG.
Nel complesso, l’adozione dei criteri ESG e l’innovazione strategica posizionano il mercato italiano del factoring non solo come strumento di liquiditĂ , ma anche come piattaforma per la finanza aziendale sostenibile ed efficiente, allineando i fornitori di capitale con l’agenda di transizione piĂč ampia dell’Europa.
Prospettive e importanza strategica
Guardando al futuro, le previsioni economiche italiane per il 2025-2026 indicano una crescita modesta (espansione del PIL dell’1-1,5%) in un contesto di allentamento dell’inflazione e delle pressioni sui tassi di interesse. Si prevede che la domanda di factoring e confirming aumenterĂ leggermente, in particolare nei distretti industriali e orientati all’esportazione, mentre l’intenzione del governo di incanalare maggiori finanziamenti nel settore della difesa potrebbe espandere ulteriormente i volumi dei crediti. Allo stesso tempo, il persistente divario di finanziamento evidenziato nel nostro rapporto semestrale continua a limitare l’accesso delle PMI al credito tradizionale, rafforzando il ruolo del factoring come sostituto del credito bancario.
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Domanda resiliente. Con standard di prestito ancora rigidi, sia le PMI che le grandi aziende dovrebbero espandere l’uso del factoring per finanziare nuovi ordini ed esportazioni senza un eccessivo indebitamento.
Vantaggio competitivo. Le aziende italiane considerano il factoring come uno strumento competitivo per estendere i termini di pagamento e sostenere la crescita. Soluzioni di liquiditĂ come il factoring e il confirming sono ora integrate nella finanza della catena di fornitura e il mercato Ăš sempre piĂč attraente per gli investitori privati tramite veicoli di cartolarizzazione, che possono generare rendimenti piĂč elevati e mobilitare capitali privati per colmare il divario di finanziamento.
Prospettive di rischio. L’ambiente di rischio per il factoring italiano rimane favorevole. La probabilitĂ di default nel settore rimane contenuta intorno all’1,8%, sostenuta da un ampio uso dell’assicurazione del credito che copre fino al 90% dei crediti. Caratteristiche strutturali come l’elevata quota di esposizioni del settore pubblico (oltre il 30% dei portafogli) mitigano ulteriormente il rischio sistemico, fornendo un cuscinetto anticiclico quando la domanda privata si attenua. Anche se le insolvenze aziendali sono previste in modesto aumento nel 2025, i fattori hanno dimostrato una forte capacitĂ di accantonamento e un monitoraggio dinamico del credito, consentendo loro di adeguare rapidamente le esposizioni. Questa resilienza posiziona il settore come una forza stabilizzatrice: durante le fasi di recessione, i fattori spesso espandono il loro ruolo, assorbendo il rischio di credito quando le banche si ritirano, mentre nelle fasi di ripresa consentono alle aziende di crescere rapidamente senza tensioni di bilancio.
Il factoring non-recourse domina (81% del fatturato), mentre una forte copertura assicurativa e bassi default (1,8%) sottolineano la resilienza del settore e il ruolo stabilizzatore nel sistema finanziario italiano.
Conclusione
Il 2024 ha confermato lo status dell’Italia come quarto mercato piĂč grande del factoring e del confirming in Europa, con un fatturato che ha raggiunto circa 289 miliardi di euro (circa il 13% del PIL). Guardando al futuro, il potenziale del settore risiede nell’espansione delle piattaforme digitali, dei prodotti legati ai criteri ESG e di una piĂč profonda integrazione della finanza della catena di fornitura, che potrebbe aumentare la penetrazione del factoring oltre l’attuale 13% del PIL. Anche in un contesto difficile di inasprimento monetario, il settore ha registrato una crescita, evidenziando il suo ruolo di motore chiave della liquiditĂ per le imprese. Assorbendo i flussi di cassa e migliorando i ritardi di pagamento, il factoring e il confirming si sono dimostrati preziosi per la stabilitĂ finanziaria e la continuitĂ aziendale dell’Italia.
Questa resilienza Ăš sostenuta da una struttura di mercato matura e da una gestione del rischio disciplinata. La dominanza del factoring non-recourse, ora oltre l’80% del fatturato, consente alle aziende di trasferire il rischio di credito fuori dai loro bilanci e ha contribuito a preservare la qualitĂ degli attivi anche al variare delle condizioni. Nel frattempo, il confirming Ăš diventato parte integrante della strategia di tesoreria: le grandi aziende sfruttano questi programmi per estendere i termini di pagamento, mentre le PMI beneficiano della liquiditĂ affidabile dei pagamenti accelerati ai fornitori. Fondamentalmente, i fornitori hanno investito pesantemente in piattaforme digitali e screening ESG, allineando la finanza dei crediti con i moderni standard di efficienza e gli obiettivi di sostenibilitĂ , mantenendo al contempo una forte disciplina creditizia.
Guardando al futuro, il settore italiano del factoring e del confirming Ăš ben posizionato per una continua espansione costante. Mentre l’economia Ăš entrata nel 2025 con una crescita modesta e un graduale allentamento dei tassi di interesse, la domanda di soluzioni flessibili per il capitale circolante dovrebbe rimanere solida. Si prevede che le aziende di tutte le dimensioni faranno maggiore affidamento sul factoring per sostenere la crescita delle vendite ed estendere i termini di pagamento competitivi senza gravare sui bilanci. Quando il credito bancario tradizionale si restringe, i fornitori di factoring hanno una comprovata esperienza nell’intervenire per colmare il divario, una tendenza che probabilmente persisterĂ e rafforzerĂ ulteriormente il ruolo anticiclico del settore. Per gli investitori e gli stakeholder finanziari, il mercato italiano offre un’interessante combinazione di scala, resilienza e stabilitĂ .
In definitiva, il mercato italiano del factoring e del confirming si distingue come una spina dorsale del sistema finanziario nazionale. Il suo slancio sostenuto e la sua adattabilitĂ attraverso i cicli economici hanno confermato la sua reputazione sia come partner affidabile per le imprese sia come classe di attivi resiliente per gli investitori. La performance nel 2024, insieme all’innovazione continua, conferma che la finanza dei crediti continuerĂ a sostenere la competitivitĂ economica dell’Italia. Questa direzione dovrebbe portare fiducia tra tutti gli stakeholder mentre il mercato entra nel 2025 e oltre.


