Il credito privato aumenta al rallentare dei prestiti bancari

Il calo del fabbisogno di credito spagnolo ha alleviato la pressione, mentre l’Italia ha dovuto affrontare una domanda in aumento e un accesso più difficile.
Con la frammentazione dei prestiti, le aziende hanno bisogno di capitali flessibili e precisi.

Riepilogo

Il primo trimestre del 2025 ha evidenziato tendenze divergenti nel panorama della finanza aziendale europea. Mentre l’accesso ai finanziamenti è
leggermente migliorato per le grandi imprese, le PMI continuano a far fronte a sfide strutturali nell’ottenere capitali per il capitale circolante e gli investimenti garantiti da attività. Le prospettive macroeconomiche rimangono contrastanti, con una crescita stagnante del fatturato, una modesta performance del PIL e i primi segnali di allentamento delle pressioni inflazionistiche. Le banche stanno riaprendo con cautela i canali di prestito, ma i finanziatori alternativi stanno intervenendo in modo più deciso per soddisfare le mutevoli esigenze di finanziamento delle imprese.

Condizioni di finanziamento

Nonostante gli indicatori economici volatili, il 12% delle aziende intervistate ha segnalato una diminuzione di 100 punti base dei tassi di interesse sui prestiti bancari, un segnale positivo di allentamento delle condizioni finanziarie. Tuttavia, solo il 4% delle aziende ha segnalato una minore necessità di prestiti bancari, il che indica che la domanda di finanziamenti rimane persistente, in particolare per gli investimenti operativi e di crescita.
L’ottimismo sulla futura disponibilità di finanziamenti bancari è in aumento, ma
lentamente. Un modesto miglioramento del sentiment riflette un cauto ottimismo tra i
CFO, in particolare nelle grandi imprese. Tuttavia, persistono le aspettative di condizioni di credito più restrittive, soprattutto tra le piccole imprese.

Fabbisogno di finanziamento aziendale vs. disponibilità

Il divario di finanziamento rimane significativo. Tra le 11.000 aziende intervistate:

  • Il 46% ha utilizzato finanziamenti bancari per spese in conto capitale e scorte
  • Il 39% ha attinto a linee bancarie per il finanziamento del commercio e il capitale circolante
  • Il 7% ha segnalato un aumento della necessità di credito commerciale, riflettendo le tendenze di approvvigionamento regionale attraverso i confini dell’UE

Questi dati evidenziano che la dipendenza dalle banche rimane elevata, anche se le condizioni di credito cambiano.

Ad aggravare questo problema è un 21% netto di aziende che si aspetta un accesso ridotto ai prestiti bancari, un segnale che l’offerta di finanziamenti non è in linea con la domanda aziendale. Storicamente, le banche rispondono tempestivamente all’incertezza economica restringendo l’erogazione, uno schema che si ripete ora

Performance aziendale e prospettive

Nonostante un sentiment di finanziamento più costruttivo, solo il 6% delle aziende ha visto crescere il fatturato di oltre il 5% nel primo trimestre del 2025. Ciò sottolinea una disconnessione tra aspettative e performance realizzata.

Le aziende sembrano anticipare la ripresa, potenzialmente prevedendo nuovi ordini e partnership. Questo ottimismo guidato dalle aspettative è particolarmente evidente nelle intenzioni di spesa in conto capitale: solo il 5% ha investito nel primo trimestre, mentre il doppio prevede di farlo nel secondo trimestre.

I timori sull’inflazione si sono attenuati: il 50% in meno di aziende ha espresso preoccupazione rispetto al quarto trimestre del 2024. Tuttavia, le aziende prevedono aumenti di prezzo del 2,5% entro la fine dell’anno, il che potrebbe rallentare ulteriori tagli dei tassi da parte della BCE.

Il divario nei prestiti bancari

Il comportamento delle banche si è nettamente biforcato:

  • Le grandi imprese godono di condizioni più agevoli: garanzie inferiori, covenant più leggeri e capitale più economico
  • Le PMI devono affrontare crescenti difficoltà, non a causa della loro solvibilità, ma a causa degli oneri di processo e dei rigidi criteri di prestito

Questa divergenza ha ampliato il divario di finanziamento. Molte PMI si sentono scoraggiate dal richiedere prestiti bancari e sono attivamente alla ricerca di alternative flessibili e su misura.

Europa: due realtà nella finanza aziendale

Il primo trimestre del 2025 rivela una chiara divisione: le grandi imprese ottengono un accesso più facile al credito a basso costo, mentre le PMI rimangono bloccate dalla burocrazia e dal rigido sistema bancario. La pressione finanziaria si sta attenuando, ma la crescita e gli investimenti sono ancora in ritardo.

Aumento dei prestiti alternativi

Ciò che colpisce nel primo trimestre è che il 25% delle grandi aziende ora considera i finanziatori
alternativi più attraenti delle banche, anche se le banche offrono condizioni migliorate. Perché? Perché i finanziatori alternativi offrono:

  • Velocità
  • Condizioni personalizzate
  • Capitale strutturalmente flessibile

Questa tendenza segnala un cambiamento di mentalità. Anche le aziende ben capitalizzate si stanno allontanando dalle banche quando cercano strutture di capitale allineate alla crescita.

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La visione del mercato di APG

In APG Capital, vediamo opportunità di cherry-picking nel credito privato. Le PMI di alta qualità con bilanci solidi e una chiara visibilità del flusso di cassa rimangono sottoservite dalle banche tradizionali, nonostante i venti macroeconomici favorevoli.
Le nostre conversazioni con banche e fintech all’Assemblea Generale dell’Associazione Spagnola di Factoring confermano che:

  • Si prevede che la domanda di finanziamenti per PMI e mid-cap aumenterà del 5-10%
  • La crescita è principalmente intraeuropea, guidata dal nearshoring e dal riallineamento commerciale
  • Un aumento del 14% delle aziende con performance insufficienti suggerisce una ripresa irregolare

La necessità di finanziamenti strutturati e ben collateralizzati è in crescita. Mentre le aziende considerano strutture di mezzanine, equity e progetti fuori bilancio, i finanziatori alternativi sono in una posizione migliore rispetto alle banche per fornire.

Indicatori economici

L’economia dell’area euro rimane fragile ma stabile:

  • Crescita reale del PIL su base annua dello 0,8% nel 2025
  • Previsioni: 1,2% nel 2026, 1,3% nel 2027
  • Disoccupazione prevista al 6,2-6,3% fino al 2027
  • Si prevede che il PIL della Germania aumenterà dallo 0,1% (2025) all’1,3% (2027)

I tassi di difficoltà sono bassi: solo il 5% delle PMI e il 3% delle grandi imprese segnalano difficoltà a far fronte agli obblighi di debito. Ma il rischio di insolvenza non è distribuito uniformemente. Un’attenta sottoscrizione è essenziale.

I prestiti alternativi prendono il comando

I finanziatori alternativi guadagnano terreno: 1 grande azienda su 4 ora li preferisce alle banche, non solo per la velocità, ma per finanziamenti flessibili e allineati alla crescita. Anche le PMI solide rimangono sottoservite dal credito tradizionale.

Grafici e commenti su Italia e Spagna:

L’area euro ha subito una diminuzione della disponibilità di prestiti bancari durante il primo trimestre del 2025 rispetto all’ultimo trimestre (quarto trimestre del 2024). Inoltre, abbiamo assistito a un aumento complessivo della disponibilità di prestiti bancari in questo trimestre rispetto all’ultimo.

Nei paesi in cui la disponibilità è diminuita, possiamo vedere che è una tendenza che anche i bisogni diminuiscano a un ritmo simile o più veloce, il che ha quindi contribuito a mantenere la vulnerabilità segnalata nell’area euro allo stesso ritmo dell’ultimo trimestre.

I paesi degni di nota per questo rapporto sono Spagna e Italia. Mentre la Spagna segue la tendenza generale della diminuzione dei bisogni, vediamo anche una diminuzione della disponibilità. Tuttavia, poiché il calo dei bisogni è stato più ripido del calo della disponibilità, l’effetto complessivo è una diminuzione della vulnerabilità segnalata.

D’altra parte, l’Italia ha segnalato una maggiore vulnerabilità poiché i suoi bisogni sono aumentati e la disponibilità di prestiti bancari è diminuita.

Il calo dei bisogni attenua la pressione sui prestiti

Durante il primo trimestre del 2025, sia il Portogallo che i Paesi Bassi hanno subito una diminuzione della disponibilità di credito, ma ciò è stato compensato da un calo ancora più ripido della domanda di credito. Di conseguenza, questi paesi hanno mantenuto una bassa vulnerabilità, dimostrando che in.

Portogallo

I bisogni di credito stanno diminuendo più velocemente della disponibilità, alleviando la pressione finanziaria e mantenendo bassa la vulnerabilità

Paesi Bassi

Una dinamica simile si verifica: la riduzione della domanda aiuta a compensare il credito più restrittivo, mantenendo il rischio complessivo contenuto.

L’offerta cala per prima, la pressione aumenta

In paesi come Finlandia e Italia, la stretta creditizia non è stata compensata dal calo dei bisogni, portando a una maggiore pressione finanziaria e a un rischio più elevato.

Finlandia

La disponibilità di credito è diminuita più della domanda, aumentando la pressione finanziaria e portando a un aumento della vulnerabilità segnalata.

Italia

L’Italia mostra un calo più equilibrato sia dei bisogni di credito che della disponibilità, ma la vulnerabilità segnalata rimane elevata, segnalando una continua difficoltà finanziaria

Conclusione e prospettive

Il mid-market europeo continua ad affrontare un persistente divario di finanziamento per tutto il 2024 e l’inizio del 2025, in gran parte guidato dalla cauta propensione al rischio delle banche. Ciò avviene in un momento di crescente domanda di beni e servizi, con i responsabili politici dell’UE che promuovono strategie a lungo termine per affrontare le tensioni geopolitiche e rafforzare il commercio intraeuropeo.

Il credito privato è in una posizione unica per intervenire, non solo supportando le grandi e medie imprese, ma anche potenziando i finanziatori non bancari che svolgono un ruolo fondamentale nell’estendere la liquidità alle diverse economie europee.

Il mercato non è uguale per tutti. Per gli originatori di prestiti e gli investitori di credito privato, il 2025 richiede precisione:

  • Identificare i settori vulnerabili a tariffe o costi energetici
  • Dare priorità alle aziende con una forte governance e margini
  • Adottare crediti overcollateralised e strutturati con covenant

I tassi di insolvenza sono in calo, ma il 18% delle aziende segnala ancora profitti in calo. Mentre alcuni stanno ridimensionando, altri si stanno preparando a investire e crescere.

Queste aziende hanno bisogno di strutture di capitale che le banche potrebbero essere troppo lente o troppo rigide per offrire. È qui che il credito privato prospera.