Conclusioni dalle discussioni con clienti e partner al Private Credit Event, Londra â Marzo 2025
I volumi di private credit sono aumentati del 20% anno su anno nel 2024, segnalando una ripresa della crescita. Tuttavia, i segmenti piĂč rischiosi, come mezzanine e distressed debt, hanno registrato cali significativi: il mezzanine Ăš sceso da $40 miliardi a $7 miliardi e il distressed debt da $53 miliardi (2020) a $10 miliardi. Con la ripresa delle attivitĂ di M&A e le sfide di rifinanziamento in un contesto di tassi elevati, si prevede che questi segmenti possano tornare a crescere nel 2025.
Volumi resilienti e cambiamenti nella composizione
I volumi di private credit hanno subito significativi cambiamenti negli ultimi cinque anni. Il direct lending ha raggiunto un picco di $96 miliardi prima della pandemia e $154 miliardi durante la crisi, prima di stabilizzarsi a $120 miliardi nel 2024. Tuttavia, il mercato ha registrato un aumento del 20% anno su anno lo scorso anno, suggerendo un punto minimo e una nuova crescita.
Nel frattempo, i segmenti piĂč rischiosi come mezzanine e distressed debt si sono contratti significativamente: il mezzanine Ăš passato da un picco di $40 miliardi nel 2023 a soli $7 miliardi nel 2024, e il distressed debt a $10 miliardi, lontano dal picco di $53 miliardi del 2020.
Le special situations hanno seguito un percorso simile, riducendosi a $25 miliardi dopo aver raggiunto $46 miliardi nel 2022. Tuttavia, una politica monetaria piĂč restrittiva e possibili dislocazioni nel 2025 potrebbero rilanciare queste strategie. Con la ripresa delle M&A e la normalizzazione dei mercati del credito, si prevede che le opportunitĂ in mezzanine e distressed debt riemergano, specialmente per le aziende che affrontano sfide di rifinanziamento in un contesto di tassi elevati e prolungati.
Rendimenti ancora competitivi
Il private credit rimane competitivo in termini di rendimento corretto per il rischio. I fondi del primo quartile hanno generato un rendimento medio dellâ11,6%, con la mediana allâ8,7% e il quartile inferiore al 6,9%. Rispetto ad altre alternative, il private credit sovraperforma il real estate a livello mediano di 100 punti base, mantenendo rendimenti quasi equivalenti allâinfrastruttura nel top-end. Gli investitori stanno sempre piĂč trattando il private credit come unâallocazione centrale, attratti dai suoi flussi di reddito costanti e dalla posizione difensiva. Questo track record, che copre 15 anni, ha contribuito a legittimare questa asset class tra gli LP, molti dei quali ora si aspettano che rimanga centrale anche durante future fasi di recessione.
Source: MSCI Private Capital Solutions. McKinsey & Company, Private Credit Connect Summit Presentation, London, March 2025.
Il credito privato continua a distinguersi come una delle classi di asset private piĂč prevedibili, offrendo performance costanti durante i cicli di mercato. Dal 2012 al 2021, lâasset class ha registrato un IRR medio dellâ8,7%, sovraperformando il settore immobiliare e rivaleggiando con le infrastrutture su base corretta per il rischio. Lo spread relativamente ristretto tra i rendimenti del quartile superiore e inferiore (dallâ11,6% al 6,9%) dimostra la resilienza del credito privato e lâattrattiva per gli investitori che cercano un reddito affidabile e una volatilitĂ inferiore rispetto a strategie piĂč soggette a dispersione come il private equity.
Sentiment: Ottimismo cauto ed enfasi sulla disciplina
Nei panel, gli allocatori UK si sono mostrati piĂč ottimisti dei loro omologhi a Miami. Joel Holsinger (Ares) ha evidenziato una sopravvalutazione delle azioni pubbliche, in particolare del tech USA, avvertendo contro la compiacenza nei prezzi. Ares, lanciata nel 2007 post-GFC, vede lo stress di mercato come unâopportunitĂ per ottenere termini migliori e covenant piĂč stringenti. Questa prociclicitĂ riflette la convinzione che la volatilitĂ permetta investimenti con migliori rendimenti corretti per il rischio.
I partecipanti hanno sottolineato il valore delle strutture evergreen e lâappetito degli investitori per prestiti senior garantiti nella fascia 12â15%, rendimenti ora attraenti anche per allocatori orientati allâequity. Tuttavia, Ăš stata evidenziata la preoccupazione per prodotti di âcredito liquidoâ privi di piattaforme solide di underwriting. Come ha osservato un panelista, lâinnovazione non deve essere appariscente; la preservazione del capitale e il rigore analitico sono fondamentali.
Source: McKinsey & Company presentation at the Private Credit Connect Summit, London, March 2025.
Nonostante lâincertezza macroeconomica, i limited partners (LP) mostrano fiducia sostenuta nel private credit. Secondo dati recenti, il 47% degli LP prevede di aumentare la propria allocazione nei prossimi 12 mesi e quasi lo stesso (46%) intende espandere lâesposizione su un orizzonte di tre anni. Questo sentiment prospettico posiziona il private credit davanti ad altre asset class alternative, sottolineando il suo ruolo come componente centrale generatrice di reddito in portafogli diversificati.
Finanziamento NAV in crescita, consolidamento delle piattaforme
Il finanziamento basato su NAV sta guadagnando terreno. SocietĂ come Colliers Capital e NCL Capital Partners strutturano facility NAF a 10 anni, consentendo a gestori piĂč piccoli di finanziare secondaries o migliorare strategie di deployment. Richard Sehayek (ex-Credit Suisse, ora Ares) ha sottolineato che le rating pubbliche, pur non essendo sempre necessarie, risultano sempre piĂč utili per ampliare lâaccesso al capitale assicurativo.
Le capacitĂ di originazione e underwriting sono sempre piĂč viste come differenziatori chiave. Il passaggio al lending non bancario post-GFC ha creato unâopportunitĂ strutturale per le piattaforme, ma scala e selettivitĂ restano vitali. I panelisti hanno ripetutamente sottolineato che lâalpha ora deriva dallâoriginazione, spesso tramite team specifici per paese o settore. KKR e AB CarVal hanno evidenziato che un sourcing efficace richiede profonda expertise locale e valutazione disciplinata del rischio.
ABF: La prossima frontiera
Il finance basato su asset (ABF) Ăš emerso come una tematica importante. Definito ampiamente come qualsiasi asset generatore di flussi di cassa, lâABF comprende mutui consumer e commerciali, trasporto, crediti assicurativi, prestiti studenteschi e finanziamento alle PMI. Con solo $1 trilione dei $20 trilioni del universe ABF deployati, il potenziale Ăš significativo. Rispetto al direct lendingâ$3 trilioni, con $1,5 trilioni deployatiâABF offre agli LP un percorso per diversificare dal credito corporate tradizionale.
I leader di settore hanno sottolineato che lâesecuzione ABF di successo dipende da capacitĂ di originazione, granularitĂ del portafoglio e strutture di credit enhancement. Il rating medio in ABF Ăš BBB+, con rendimento di circa 100bps sopra il benchmarkâinferiore al direct lending, ma supportato da collaterali piĂč solidi e strutture ammortizzanti.
OpportunitĂ regionali e settoriali
Geograficamente, USA ed Europa dominano per scala e prevedibilitĂ normativa. Sebbene America Latina e India siano stati discussi come mercati ad alta crescita, la maggior parte dei panelisti concorda che siano piĂč adatti a gestori di nicchia o specialisti per complessitĂ operativa. Ares e Apollo perseguono consolidamento, usando capitali di scala per accedere a deal maggiori ($50 milioniâ$1 miliardo), fuori dalla portata di gestori piĂč piccoli.
In termini di settore, i deal di low- e mid-market sponsorizzati restano attraenti. Le transazioni senza sponsor sono state elogiate per allineamento e potenziale di engagement piĂč profondo. Bande di EBITDA $10â60 milioni mostrano inefficienze strutturali dove le banche retrocedono per vincoli regolatori, creando spazio per i fondi, spesso in partnership con banche tramite strutture sindicate.
Partnership e liquiditĂ come pilastri
Le banche collaborano sempre piĂč con fondi di private credit per gestire rischio di concentrazione o supportare aziende con EBITDA sotto $10 milioni. Le piattaforme che consentono sindacazione, forward-flow funding e relazioni multi-prodotto ottengono mandati. I panelisti hanno sottolineato che il vantaggio competitivo Ăš sempre piĂč legato alla profonditĂ delle relazioni e capacitĂ advisory, non solo al pricing.
CLOs, asset reali e nuove frontiere
Le CLO rimangono una fonte di finanziamento critica. B+ Ăš il rating minimo de facto, e le CLO USA rappresentano ora il 20% del mercato, rispetto al 6% precedente, indicando spazio per lâEuropa. Churchill Asset Management Ăš tra gli acquirenti attivi.
Gli asset reali e i prestiti immobiliari sono considerati sempre piĂč rilevanti, soprattutto nellâattuale contesto di tassi elevati, dove LTV del 70% e rendimenti in teens sono disponibili. Tuttavia, il panorama regolatorio europeo frammentato complica ancora il lending transfrontaliero.
Conclusion: Discipline, Origination, and Scale
Tre prioritĂ per gli investitori Private Credit nel 2025:
- Mantenere disciplina nellâunderwriting
- Scalare piattaforme di originazione su regioni e asset class
- Adottare strutture di capitale flessibili, incluso il financing basato su NAV
Si prevede unâaccelerazione della consolidazione industriale, guidata sia da M&A strategiche sia dallâeliminazione naturale di piattaforme sottoperformanti incapaci di deployare capitale efficacemente. Il private credit si sta affermando come componente vitale dei mercati dei capitali globali, dove implementazione strategica e riflessiva definisce il successo. Per investitori e gestori, disciplina, innovazione ed execution scalabile saranno fondamentali per creare valore a lungo termine.
Progettato con il tuo successo in mente
I fondi di private credit del primo quartile hanno conseguito rendimenti dellâ11,6%, superando altre alternative come real estate e avvicinandosi allâinfrastruttura. Questa performance costante rende il private credit unâallocazione centrale per investitori istituzionali, apprezzata per stabilitĂ dei redditi e caratteristiche difensive, particolarmente importante in contesti di volatilitĂ di mercato.


