I consumatori della mobilità in America Latina stanno preferendo soluzioni di noleggio a breve termine e modelli di abbonamento senza complicazioni, cambiando il modo in cui si spostano e ridefinendo l’intero settore. Ma tutti i modelli di business traggono beneficio da questa tendenza? E tutti i modelli innovativi sono davvero redditizi?
Cambiamenti nei modelli di consumo della mobilità in America Latina
Il problema e la soluzione
In America Latina, così come nel resto del mondo, le grandi città presentano elevati livelli di congestione del traffico, generando enormi problemi per la popolazione, come l’aumento dell’inquinamento, tempi di percorrenza più lunghi e un utilizzo inefficiente degli asset per persona. La regione ospita alcune delle città più congestionate al mondo, principalmente a causa dell’elevata concentrazione della popolazione nelle aree urbane. Le 10 città più grandi della regione concentrano 176,31 milioni di persone, mentre la più piccola supera da sola i 4 milioni di abitanti. Inoltre, le città si sono sviluppate come un’unica area urbana in continua espansione verso le zone circostanti.
Ad esempio, Bogotá e Monterrey, classificate rispettivamente come la quinta e la nona città più congestionate al mondo, registrano ritardi di 122 e 116 ore per conducente. Ciò significa che, in un anno, i pendolari di queste città trascorrono tra 116 e 122 ore in più rispetto al tempo di viaggio “ideale”. L’elevata congestione riduce la velocità media di percorrenza per chilometro.
Il Brasile non è estraneo a questo problema. San Paolo e Belo Horizonte registrano rispettivamente 56 e 65 ore di ritardo per conducente. A San Paolo, i suoi 12 milioni di abitanti e i 20 milioni di pendolari dell’area metropolitana riducono la velocità media dei veicoli a 15 km/h nelle ore di punta. Ciò avviene nonostante il governo locale abbia sviluppato un’infrastruttura di trasporto sofisticata rispetto alle capitali dei paesi sviluppati; purtroppo, gli ingorghi non stanno diminuendo.
Oggi, più di 150 città nel mondo hanno implementato tasse e incentivi per la mobilità urbana al fine di favorire l’adozione di servizi di mobilità condivisa, come il ride hailing, il car-sharing e la micromobilità.
Allo stesso modo, i decisori politici dell’America Latina si sono progressivamente allontanati dalla mobilità urbana tradizionale a partire dalla fine degli anni ’90, attraverso una serie di politiche che hanno preparato il terreno alla crescita della mobilità condivisa. Tra queste vi sono il Pico y Placa a Bogotá (Colombia), l’accesso al centro di Santiago (Cile) riservato ai veicoli elettrici e il rodizio a San Paolo (Brasile). Le politiche pubbliche più recenti sono orientate alla creazione di infrastrutture adeguate per il funzionamento dei servizi di mobilità condivisa, con l’aspettativa che i consumatori adottino modalità di spostamento più efficienti e convenienti, aumentando la velocità media dei veicoli.
Di conseguenza, soluzioni di mobilità innovative stanno emergendo e sviluppandosi nella regione, con circa 20 aziende attivamente operative in America Latina tra le fasi seed e growth.
Questi servizi di mobilità possono essere suddivisi in tre categorie principali: ride hailing, car-sharing e micromobilità. In America Latina, i principali operatori del ride hailing sono aziende come Uber e Cabify, mentre nel car-sharing e nella micromobilità esiste una gamma più ampia di concorrenti.
Il problema e la soluzione

Il mercato del car-sharing in America Latina: un’opportunità da 105 miliardi di dollari, ma non tutti i modelli sono redditizi
Il mercato del car-sharing può essere descritto come un servizio basato su app che consente agli utenti di “ordinare” o sbloccare un veicolo in qualsiasi punto dell’area urbana e guidarlo senza dover affrontare le lunghe pratiche burocratiche tipiche del noleggio tradizionale.
All’interno del mercato del car-sharing si distinguono sottocategorie come il car-sharing basato su stazioni, il car-sharing free-floating, la micromobilità condivisa, il noleggio auto e il trasporto.
Attualmente stimiamo che il mercato complessivo del car-sharing in America Latina abbia raggiunto un valore di 16 miliardi di dollari e che crescerà a un tasso superiore al 30% annuo, arrivando a 105 miliardi di dollari entro il 2030. Questa crescita sarà trainata principalmente da un aumento significativo dei nuovi utenti, da politiche pubbliche più solide a supporto di questo sviluppo e da un contesto socioeconomico più favorevole che consente a veicoli, biciclette e ciclomotori di circolare senza elevati livelli di vandalismo.
Driver specifici di mercato
Nel modello di car-sharing free-floating, il mercato della condivisione dei veicoli in America Latina si divide in B2B, B2C e P2P. I primi due offrono un valore maggiore a consumatori e PMI, poiché la qualità degli asset è mantenuta a livelli ottimali e rispetta costantemente i requisiti normativi e operativi. Il modello P2P, invece, presenta attriti significativi e lacune qualitative che riducono il valore per gli utenti, soprattutto perché la manutenzione dei veicoli e i servizi accessori sono affidati al proprietario del mezzo e non alla piattaforma.
Un esempio di modello P2P che ha faticato a raggiungere la redditività è HyreCar. Sebbene i suoi ricavi siano cresciuti da meno di 100.000 dollari nel 2015 a 35 milioni di dollari nel 2021, con un CAGR del 226%, l’azienda non ha mai superato un margine lordo del 30% (27% nel 2021). Inoltre, l’EBITDA è stato negativo ogni anno, raggiungendo un margine EBITDA del -78% nel 2021 e distruggendo un valore complessivo di 69 milioni di dollari nel periodo considerato.
HyreCar è stata fondata nel 2014, ha lanciato una piccola IPO da 12,5 milioni di dollari e ha dichiarato bancarotta nel febbraio 2023. Successivamente, i suoi asset sono stati acquisiti da Getaround per un valore complessivo di 9,5 milioni di dollari.
L’ascesa dei servizi in abbonamento
In questo contesto, i servizi in abbonamento stanno emergendo come un’alternativa flessibile tra i servizi operativi e finanziari della mobilità. In particolare, i modelli basati su piattaforme web o mobili stanno conquistando una quota crescente di mercato. In base all’applicazione, il mercato si divide tra piattaforme web o mobili e operatori terzi. Tra questi segmenti, le piattaforme web o mobili hanno detenuto la quota maggiore del mercato del car-sharing in America Latina negli ultimi anni. Questa crescita è dovuta all’aumento della diffusione degli smartphone, che facilita l’accesso alle piattaforme di car-sharing. In particolare, l’America Latina ha raggiunto una penetrazione degli smartphone pari a circa il 68% della popolazione nel 2021, con una previsione di crescita fino al 73% entro il 2025.
Fino ad oggi, l’America Latina è stata l’underdog della rivoluzione della mobilità, ma esistono dati solidi che confermano un cambiamento nelle preferenze di mobilità urbana verso modelli tipici dei mercati sviluppati.
Conclusione
In conclusione, l’America Latina è stata a lungo l’underdog nella rivoluzione della mobilità, ma i dati dimostrano un chiaro cambiamento nelle preferenze di mobilità urbana verso modelli osservati nei mercati sviluppati. I consumatori latinoamericani stanno adottando un approccio asset-light, privilegiando l’efficienza sopra ogni altra cosa: efficienza economica, scegliendo un abbonamento mensile anziché l’acquisto di un veicolo, ed efficienza in termini di tempo, ricorrendo ai servizi durante gli ingorghi urbani. Inoltre, il traffico urbano ha raggiunto un punto di svolta che ha costretto i governi a implementare politiche pubbliche restrittive sull’uso dei veicoli, accelerando l’adozione di servizi di mobilità alternativa. Tutto ciò ha favorito la crescita dei modelli di ride hailing, car-sharing e micromobilità nella regione.
Tuttavia, non tutti i servizi di mobilità alternativa sono redditizi e sostenibili nel lungo periodo. I modelli di business privi di un reale vantaggio competitivo possono mascherare la creazione di valore attraverso una forte crescita dei ricavi, ma senza efficienze operative o una proposta di valore superiore rispetto ai concorrenti, a prezzi competitivi e con margini lordi superiori al 40%, la redditività e la sostenibilità del business risultano difficili da raggiungere.



